Corone e ghirlande, circolarità del tempo che si rinnova e ritorna, con l’avvicendarsi delle stagioni. Corone simbolo della regalità, premio per un’impresa, così prossime all’aureola.
Quando la corona, nata originariamente dall’intreccio di rami naturali, abbia iniziato a far parte delle pratiche del culto come ornamento della divinità, o degli offerenti, degli altari, dei sacrifici e dei morti, ormai esseri soprannaturali come gli eroi, è difficile a dirsi.
Dal mondo orientale, a quello greco, al romano, fino ai giorni nostri la corona ha visto molteplici impieghi: arte, religione, tradizioni, studi e poesia, araldica…
La sezione piano piano si arricchirà: una di quelle che potete vedere è composta di 555 unità! Molta pazienza, certo, ma superata la metà del piegamento e dell’assemblaggio, le mani vanno da sé, facendomi sentire coinvolta e distaccata allo stesso tempo.
Ma le ghirlande possono essere composte anche di fiori e il riferimento e la contemplazione della natura – e la sua imitazione, sintetica e astratta – costituiscono uno dei punti di riferimento ideali dell’arte di piegare la carta.
E i fiori….coming soon!
